Dal Monterosso ai pisarei e fasò

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Spedizione il: 20 Giu 2019

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“Dal Monterosso ai pisarei e fasö. Tra Gutturnio, turtei e bontà piacentine” 

Il libro propone un pellegrinaggio laico sulle strade delle colline della val d’Arda, tra vigneti, cantine, enoteche, trattorie, agriturismi, osterie e ristoranti: un mutevole paesaggio, dove accanto agli scorci naturali e a borghi storici, sono protagonisti vignaioli e ristoratori, guide turistiche, sommelier e buongustai. Le pagine fanno conoscere 35 produttori di vini DOC dei Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda e Gutturnio e 25 ristoratori: da Vigoleno a Bacedasco, da Castell’Arquato a Diolo, da Carpaneto a Gropparello. In questa situazione molti sono i giovani che mettono alta scolarità, idee innovative e passione al servizio del territorio; giovani impegnati a costruire o confermare belle realtà aziendali in agricoltura e nella ristorazione. I vini e la gastronomia sono ambasciatori del territorio piacentino, sempre più apprezzati anche oltre i confini nazionali tra Europa, Russia, Giappone, America e Cina. In questa direzione va infatti la vitivinicoltura del comprensorio della Val d’Arda con il suo vino più antico i vini passiti e i DOC. Poi – si legge sempre nelle pagine del libro - c’è la cucina che contribuisce a "importare forestieri", ad attirarli per far gustare sapori e territorio. Una vera e propria filosofia gastronomica della semplicità che inizia dalla produzione della pasta e termina sulle tavole dei commensali; una realtà nota principalmente per i due piatti della tradizione più antica che conservano la denominazione dialettale: pisarei e fasö turtei cun la cua. Diversi nella concezione, uguali nella bontà.

pisarei, veleggiano tra antica tradizione e innovazione, incontrando successo tanto in “bianco” quanto con il “moderno” pomodoro; asciutti o basotti, ovvero con un sugo morbido, da gustare al cucchiaio; con le cotiche di maiale nel condimento invernale, sempre spolverati di Grana Padano. Un vero e inimitabile piatto antico, composto di pasta condita con un sugo, in bianco o in rosso, con l’aggiunta di fagioli; inventato, si pensa, nel medioevo da qualche monaco-cuciniere per garantire un cibo caldo ai pellegrini di passaggio sulla Via Francigena piacentina, compresa la variante valdardese dei Monasteri Regi.  I turtei, sono un piccolo capolavoro di eleganza e bontà; belli da vedere e ottimi per le papille gustative, sono proposti in Val d'Arda anche in forma quadrata e a sacchetto, con ripieno di ricotta e spinaci (con o senza formaggio grana), ovvero con ortiche o erbette stagionali.

GLI AUTORI

SERGIO EFOSI è presidente dell’associazione “Via dei Monasteri Regi”. Ha percorso in più occasioni la Via Francigena italiana, il “Cammino di Santiago de Compostela” e la “Via dei Monasteri Regi”. Blogger e fotoamatore, ha partecipato a diverse mostre fotografiche.

FAUSTO FERRARI è presidente del Circolo culturale Valtolla. Responsabile della sezione valdardese dell’associazione archeologica “Pandora”.

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